PROLOGO: Da qualche parte in Transia, Europa

 

“Com’è andata?” a porre tale domanda fu un uomo-lupo. Una creatura dal pelo rossiccio e gli occhi castani, vestita di una robusta armatura smeraldina con una cappa sanguigna. Il suo muso sembrava incapace di uscire da una perenne espressione cupa, che metteva alquanto a disagio i suoi interlocutori che non lo conoscessero.

E, in effetti, la figura che emerse dalla cabina di teletrasporto, colui noto a tutti come l’Uomo Ragno, non poteva dire di conoscere affatto colui che lo aveva appena aiutato a chiudere molti punti importanti della propria vita. L’Uomo Ragno non conosceva affatto il bestiale Karnivore. Anche se si erano sostenuti a vicenda contro il sinistro Dottor Glitternight[i], l’uomo sotto la maschera non poteva dimenticare quando il suo strano ‘alleato’ era stato un implacabile nemico sotto le spoglie del Seminatore di Odio[ii]. E, per quanto la mente del Ragno potesse essere comunque aperta -lo sapeva Dio che ne aveva visto redimersi, di avversari- c’era qualcosa nel lupo che gli faceva drizzare i capelli!

L’Uomo Ragno avanzò nella stanza. La tecnologia di quel posto era al di là della sua comprensione, così come il ‘fucile’ che reggeva sulla spalla. Con quell’arma, tuttavia, era riuscito a liberarsi, con un po’ di fortuna per sempre, della sua nemesi Venom[iii]. “Non poteva andare meglio, pelosone. Il simbionte è letteralmente tornato al suo stato precedente al nostro primo incontro. Piuttosto, come procede la…uhm, ‘rimozione’..?” Ripensandoci, l’idea di avere chiesto al lupo di interferire con i ricordi di amici e nemici per proteggere la propria identità gli dava un certo fastidio…Ma che scelta aveva? Ormai lo sapevano in così tanti che tanto valeva metterla sull’elenco telefonico! E tutti i suoi amici correvano dei rischi pazzeschi: era già un miracolo che non ci fosse scappato il morto…

Karnivore prese l’arma. “Purtroppo, non è andata come speravo. Alcune di quelle persone possiedono ricordi che risalivano a molti anni fa. Eliminare in toto quei ricordi avrebbe significato alterare in modo radicale le loro stesse personalità. Una lobotomia mnemonica avrebbe danneggiato seriamente le loro menti. Ho potuto solo seppellire l’associazione fra il tuo nome e la tua identità segreta…Una misura valida fin quando un trauma o un’intrusione-psi non interferiranno.”

Dentro di sé, Peter Parker sospirò. Quello che temeva non si era avverato, ed era già qualcosa. Per quanto ne sapeva, Karnivore poteva davvero avere agito in modo lesivo, senza riguardo per la dignità umana…

Scosse la testa -che razza di pensieri gli stavano venendo?? Stare vicino a quella creatura era come stare vicino a qualcosa di negativo!

“Preparati per il ritorno a casa,” disse Karnivore, indicando la cabina di teletrasporto. L’Uomo Ragno vi tornò dentro. Un tocco di pulsante, e la sua figura scomparve.

Karnivore annuì, soddisfatto. Si diresse alla stanza dove custodiva l’evoluzionatore, e lo ripose al suo alloggio nella parete. Ancora poco, e poi si sarebbe riunito al suo branco, in Canada[iv]

In quel momento gli strumenti impazzirono! Gli allarmi risuonarono per tutta la base. Intrusi! Il lupo evoluto fece volare le mani su una serie di pannelli. Sembrano essere ovunque, ma la base è vuota! Come è poss*!*

“Bentrovato, cacciatore. Ho bisogno di te.”

Voltò la testa, ma non vide nessuno. La voce, però non l’aveva immaginata! Alle sue sensibili orecchie, aveva un tono così mostruoso da rivaleggiare con quello del nemico del Popolo, Thulsa Doom. Era una voce crudele, la voce di un essere senz’anima!

Poi, Karnivore fu avvolto dalla luce, e scomparve!

 

 

MARVELIT presenta

di Valerio Pastore

Episodio 1 - LA LUCE ALLA FINE DELL’OSCURITA’

 

 

La Zona Blu, Luna

 

Procedeva lungo strade costellate dai resti di una civiltà che fu, protetto dall’atmosfera di tipo terrestre di quella peculiare area geografica di un mondo morto. La sua figura era interamente avvolta da un ampio mantello rosso e tenuto su, al colletto, da una spilla a forma di teschio stilizzato. Le sole parti visibili del suo volto erano la mano dalla pelle dorata intenta a reggere un lungo bastone finemente intagliato, e il volto. Un volto impassibile, scevro di emozioni, dalla pelle dorata. I suoi occhi erano accesi di una grande forza interiore, la forza necessaria a dominare il grande potere dell’umile gioiello ovale che splendeva in mezzo alla fronte: la verde Gemma dell’Anima.

Quando nacque, creato dal freddo ventre della scienza, era chiamato solo Lui. Tempo dopo, e da allora e per sempre, nascita dopo morte dopo rinascita, egli era Adam Warlock. Per ora, si era designato a salvatore del mondo. In un futuro lontano e possibile, egli diventerà un tiranno, un conquistatore in preda al suo lato più oscuro…

Ma il tempo era imprevedibile, e per ora Adam desiderava solo restare in solitudine, pensare ed organizzare i dettagli della sua strategia.

Purtroppo, non avrebbe avuto un simile lusso: la gemma brillò spontaneamente. Adam riconobbe il tono della sua ‘voce’, la gioia di avere ritrovato un vecchio amico.

Un momento dopo, davanti a lui, dal nulla, senza neppure un bagliore di energia, egli apparve. Suo ‘padre’, nella sua armatura bianca e rossa. Il guscio di un uomo, un simulacro per rappresentare un dio. L’Alto Evoluzionario.

“Cosa desideri?” chiese Warlock

“Per me, niente. Sono qui per avvertirti.”

Un tempo, Adam aveva considerato quest’uomo con rispetto, come un padre, ed aveva combattuto per proteggerne il lavoro. Col tempo, invece, ne aveva scoperto la fondamentale arroganza, i deliri di onnipotenza mitigati solo, ironicamente, dalle sue meno umane creature.

Gli occhi di entrambi si fissarono a vicenda. “Avvertirmi di cosa?”

“Il Conte Abyss è tornato, ed ha rapito l’Uomo Bestia, colui che ora si fa chiamare Karnivore.” Una notizia che, seppur pronunciata con distacco, fu come un fulmine a ciel sereno. Il volto di Adam Warlock si corrugò -il lupo ed il mostro, un predatore dall’anima corrotta ed uno senza l’anima! Nessuno dei due era facile da sconfiggere, individualmente; insieme…

“Devi aiutare mio figlio, Adam. Per favore.”

*?* Per un momento, l’angelo dorato non fu sicuro di avere sentito bene! Poi, pensò di trovarsi di fronte al simulacro di un ben altro individuo…ma la Gemma dell’Anima non poteva essere imbrogliata…Allora, perché una simile richiesta? Fin dal giorno della sua rinascita come il culmine vivente dell’evoluzione della sua specie, l’Uomo Bestia era stato il più dedicato nemico di suo ‘padre’ e del suo lavoro, arrivando a compiere orribili stragi sulla prima contro-Terra, per poi minacciare la Terra stessa pur di uccidere Warlock e soddisfare il suo inesauribile odio…

“Evolversi, Adam, significa anche riconoscere i propri errori, ed io ne commisi uno terribile con Karnivore. Quando egli era un semplice lupo, un capobranco, feci sterminare tutto il suo branco, la sua famiglia, per testare la sua forza ed evolverlo a Cavaliere di Wundagore. Nel suo odio, ha cercato solo di restituirmi colpo su colpo.

“Incapace di comprenderlo, incapace di comprendere le dimensioni della mia mancanza d’umiltà, ho preferito la guerra alla pace, ed ho delegato te a combatterlo. Sono fuggito dal mio errore, anziché scegliere di affrontarlo.”

“Questo non nega che l’Uomo Bestia sia sceso ad un livello oltre ogni redenzione, per…”

“Saresti sorpreso di sapere che la sua scalata verso la redenzione è iniziata, e viene percorsa con costanza. Durante il nostro ultimo scontro[v], ho visto nella sua mente, nel suo cuore, e ho deciso di aiutarlo. Lo feci tornare lupo per restituirgli una felicità da troppo tempo negata, e solo una serie di circostanze avverse lo ha costretto a tornare evoluto insieme al suo compagno.”

“Il suo..?”

“Il suo ultimo piano non era mirato ad uccidermi, ma ad impossessarsi dell’energia del mio Isotopo E. So che se il suo obiettivo fosse stato la mia vita, sarei morto.

“L’ho perdonato, Adam, e ho perdonato me stesso. Lo sto osservando, e so cosa sta facendo per sé e per la sua gente. Il suo rancore è ancora forte, ma è incanalato verso un nobile scopo. Ti chiedo di non sprecare quest’unica opportunità perché anche tu possa perdonarti, Adam.”

“…”

“Hai un potere formidabile, Adam, anche senza la Gemma. Ed entrambi sappiamo che non ti sei mai curato di entrare nel dolore che ha alimentato l’odio del lupo. Con la Gemma, hai raggiunto la purezza interiore di molti tuoi nemici ed assassini. Hai guardato dentro il cuore nero di Thanos, ed hai saputo, seppure per poco, metterlo di fronte a sé stesso.”

“Thanos ha dovuto accettare la verità, ma la sua decisione di assistermi è nata dai suoi tortuosi schemi mentali.”

“Con l’Uomo Bestia non hai cercato, Adam. Hai ceduto al fascino oscuro del lupo, così come feci io. Lo abbiamo dato per scontato, e questo ha portato avanti un conflitto di principi. Alla fine, ironicamente, proprio un altro lupo evoluto da me ha estinto il suo odio. Ha sbagliato ha fatto cose molto gravi, ma quel tempo è passato. Condannarlo non solo non riporterà indietro le sue vittime, ma sprecherà un’occasione unica.”

“Farà giustizia alla memoria delle vittime, e ne preverrà altre. L’odio del lupo è qualcosa che per intensità non ho mai incontrato, pareggiato solo dall’oscurità del mio sé oscuro, il Magus. Dubito seriamente che si possa parlare di redenzione. Come posso essere sicuro che la tua richiesta non sia un altro egoistico tentativo di pulirti la coscienza a spese di qualcun altro?”

“È molto semplice, Adam: non puoi saperlo.” E, detto ciò, scomparve, lasciandosi dietro un uomo pieno di domande e pochissime risposte.

 

Altrove, a una dimensione di distanza, in una grande sala in marmo bianco, lunghi drappi e fregi dorati, la transizione ebbe termine. Fu talmente rapida da lasciarlo interdetto…ma solo per un momento. L’istante successivo, Karnivore era già pronto alla battaglia, teso, i sistemi dell’armatura pienamente opera*!*

L’armatura andò in pezzi! Fu letteralmente scomposta, e tirata via dal suo corpo rimasto nudo ed indifeso.

“Così va meglio,” disse la stessa voce. Karnivore si voltò verso di essa, e snudò le zanne, emettendo un ringhio orrendo.

Il suo nemico era un’ombra dotata di solidità, un corpo assolutamente nero, vestito di un’armatura argentea drappeggiata di argento frontalmente e con un ampio mantello rosso stracciato. Un elmo d’argento copriva la testa ma non il volto. Portava stivali argentei e bracciali aperti dorati. Nei suoi occhi scintillanti, come nel suo sorriso, le uniche cose visibili della sua testa, si leggeva una crudeltà senza limiti. “Non hai bisogno di sprecare le tue forze con me, cane. Permettemi di presentarmi: io sono il Conte Milos Abyss. Sono il…padrone di casa, tuo anfitrione e padrone.”

Peggiore scelta di parole non poteva essere fatta! “Un lupo non ha padroni, umano!” e accompagnò quella parola con un colpo mentale, istantaneo, riversandovi tutta l’ostilità per la specie bipede! Il Conte Abyss fu sbattuto all’indietro come un pupazzo, rovinando contro la parete.

Marito mio!” una donna dai biondi capelli emerse dalle tende alle pareti. La femmina indossava un abito leggero, bianco, composto di una tunica senza maniche ed una gonna lunga. Il suo occhio destro era circondato da una corona metallica che terminava in un’ala finemente incisa. La donna si chinò su Abyss, che però si stava già rimettendo in piedi da solo. “Lascia stare, mia cara Maya. Mi aspettavo una reazione da questa creatura, ma ammetto che è più forte di quanto pensassi. Il che mi va benissimo.”

“Sono il culmine evolutivo della mia specie, Abyss. Chi mi ha sottovalutato, se ne è sempre pentito. Ed ora, riportami*!*” una specie di bolla lo avvolse. Le sue parole gli morirono in gola. Iniziò a tempestare la sua prigione di colpi, ma senza il minimo effetto.

“Puoi risparmiare gli sforzi, Karnivore,” disse Abyss. “Nessun potere o sforzo fisico ha effetto su quella barriera. Conosco bene i tuoi poteri, ho osservato la tua cronistoria con attenzione, e neppure il tuo stato semidivino può esserti di aiuto. Perciò, drizza le orecchie ed ascoltami bene, perché non intendo ripetermi.

“Devo il mio potere e la mia esistenza a un…essere peculiare, il Zalkor, una bestia invincibile che dà forma ad ogni mio desiderio. Con il suo aiuto, ho conquistato quest’intera dimensione, e ne conquisterò altre. Purtroppo, la sola ragione per cui il Zalkor ha forgiato la sua alleanza con me è perché lo rifornissi di un pregiato alimento, lo Skrimblatt, una sorta di droga legata alla sua onnipotenza.

“Si tratta di un accordo solo in apparenza vantaggioso. Dipendo troppo da quel sacco di carne obesa, una condizione da cui intendo affrancarmi.

“Ed è qui che entri in gioco tu: voglio che tu costruisca un evoluzionatore, solo per me, per portarmi allo stato di divina autonomia. Se riuscirai con pieni voti, potrò garantirti un desiderio. Uno qualunque. Hai dei nemici di cui non vedi l’ora di liberarti? Sarà fatto. Brami l’eternità insieme al tuo amato? L’avrai. Non ci sarà limite al mio potere, tranne la mia immaginazione.”

Abyss fece un cenno, e la prigione fu dissolta. “Basta perdere tempo, adesso. La tua risposta?”

La risposta? La ebbe quando si trovò a fissare gli occhi del lupo. Virtualmente onnipotente o meno, Milos Abyss era basicamente umano. Essere extradimensionale o meno, la maledizione di Thulsa Doom valeva per ogni essere umano. Fissò gli occhi, e ne fu prigioniero. Ipnotizzato. Ne fu spaventato.

Senza staccare gli occhi di dosso dalla sua preda, Karnivore si avvicinò. Non aveva bisogno della sua armatura, quella era solo un’ulteriore misura di sicurezza, e la donna di nome Maya se ne stava immobile, vittima delle ondate di odio emanate dalla persona di lui. Era bello non avere perso il tocco.

Giunto di fronte ad Abyss, pose le mani sulle sue tempie. “Come ho già detto, Conte, i lupi non hanno padroni. Ma questo lupo sarà felice di prendere il tuo posto come signore di questo regno, in nome del Popolo…”

La mano della donna scattò! In condizioni normali, Karnivore avrebbe potuto evitarla, ma era rimasto troppo sorpreso per farlo. Senza l’armatura, subì in pieno, alla base del collo un colpo inflitto con una forza superiore a quanto ci si potesse aspettare da una figurina così eterea. Karnivore crollò a terra con un uggiolio, e lì rimase, semiparalizzato.

Abyss si scosse dall’incantesimo; respirava irregolarmente, mentre si alzava in piedi. “Devo dedurre che volesse dire ‘no’. Tanto peggio per te e per i tuoi cari, stupida bestia. Dovrò cercarmi qualcun altro. Nel frattempo, in un modo o nell’altro, tu mi servirai!” Caricò una mano di energia, e la calò sul collo del lupo! Karnivore urlò, mentre ogni sua fibra veniva percorsa da un dolore indicibile. Il suo corpo sembrò illuminarsi…ma non successe altro.

“Cosa..?”

Karnivore si mise in ginocchio. Ridacchiò. “Tu hai cercato di corrompermi, di alterare la mia natura…Ma hai fatto male i…tuoi…conti. Sono un lupo, sono puro. Neppure il tocco dell’Inferno stesso può cambiare quello che sono. E il mio odio mi dà una forza superiore ai tuoi patetici tentativi di piegarmi al tuo volere.”

Milos ammirò il suo coraggio. Le sue condizioni erano di netta inferiorità, ma non si piegava…Pazienza, voleva dire che lo avrebbe disintegrato, o fatto a pezzi…no, era troppo poco. Lo avrebbe fatto, e lentamente, ma dopo averlo scuoiato vivo…

Un colpo di energia dritto allo stomaco lo mandò al tappeto!

Tu!” Disse Maya.

“Non posso dire di essere felice di rivedervi,” disse Adam Warlock, la gemma accesa di un fuoco smeraldino. “Francamente, speravo di essermi liberato di te, Abyss. Ma neanche credo nei miracoli.”

“Pessima idea,” disse Abyss. “Perché qui essi sono la norma!” Ad un suo comando mentale, la realtà intorno ad Adam Warlock impazzì. Le geometrie, il tempo, la coerenza -una mente mortale non era pronta per una follia che avrebbe messo a dura prova un dio…

Ma Warlock, proprio perché non lo era, si trovava ad uno stadio superiore. La sua mente aveva espulso bene e male, aveva conosciuto la Morte, ed aveva gestito l’onnipotenza, senza contare che doveva continuamente tenere sotto controllo la grande forza di una Gemma dell’Infinito. La prima volta che Abyss lo aveva combattuto, lo aveva colto di sorpresa. Non sarebbe successo di nuovo.

Warlock agitò il bastone, e la distorsione fu domata! “Ogni anima possiede un vasto potere, è il centro di ogni magia. E nella mia gemma vi è il potere di infinite anime. E per questo, tu, essere senz’anima, sei destinato a perdere.”

“Forse sì, forse no. Toglimi una curiosità, stregone: sei pronto a sacrificare gli altri in nome della tua superbia?” Espresse il suo desiderio, e la sua mente riformò l’intero ambiente, trasformandolo in un’arena! E al centro dell’arena, da soli, stavano Warlock e Karnivore, ora di nuovo nella sua armatura.

“Ho visto di meglio,” disse Warlock, contemplando gli spalti vuoti. Un attimo dopo, dal suolo, iniziarono ad emergere le familiari figure distorte, orrende, dei metademoni dell’esercito personale di Abyss.

E il Conte in persona, affiancato dalla sua dolce moglie, stava sullo spalto reale. “Hai ragione su una cosa, Warlock: ho dovuto sempre prepararmi in anticipo per affrontarti. Sei un essere unico, capace di resistere a forze di portata cosmica. Ma hai un punto debole: tu ti preoccupi delle vite innocenti.

“Fra queste creature ci sono due ostaggi che dovresti conoscere bene, Warlock: Darklore e Merr’lyn, il suo familiare. E per quanto riguarda il compagno della tua bestiale controparte, Sir Lupus, mi basta solo un gesto per ucciderlo, con la stessa facilità con cui ho catturato Karnivore. La domanda è: siete disposti a sacrificarli, per giungere a me?”

“Coinvolgerci in un inutile scontro?” Warlock mosse appena la punta del suo bastone…Senza effetto.

L’occhio sinistro di Abyss scintillò. “Come ti avevo detto, una buona preparazione fa differenza. Sto alterando sottilmente il tessuto della realtà intorno a voi in continuazione, in modo da non potervi permettere di estendere il vostro potere oltre le vostre persone. Come vedi, Warlock, i miracoli si possono fare. Hai solo un modo per uscirne: uccidere i miei metademoni.” Abyss rise.

Warlock guardò Karnivore. Per la prima volta nella sua vita, leggeva non tanto un’esitazione, quanto una genuina angoscia nei suoi occhi. Angoscia non per un piano fallito, o per un mancato obiettivo di conquista.

L’Uomo-Bestia, l’assassino, il conquistatore, l’Alfa, l’avversario per eccellenza, aveva paura per qualcuno! Un tipo di angoscia che lo stesso Adam provò, quando vide innocenti ed eroi morire perché lui non era stato capace di aiutarli in tempo…

I metademoni strinsero il cerchio. Ostaggi o no, Adam non li avrebbe comunque combattuti a cuor leggero, men che mai ucciderli se non per liberarli dal tormento -perché questi mostri erano vittime innocenti della crudeltà di Abyss, uomini e donne trasformati per il suo tetro piacere…

“Avete un’altra scelta, se proprio ci tenete,” disse Abyss. “Oggi mi sento generoso, e vi concederò di uccidervi fra voi. Combattete, cari ospiti. Il vincitore, il sopravvissuto, avrà il diritto di tornare indietro insieme al suo amico liberato. Il mio piano può essere andato in fumo, ma non intendo uscirne senza un minimo guadagno. Anche senza la sola minaccia di uno di voi, sarò soddisfatto a sufficienza.”

Warlock e Karnivore si scambiarono un’occhiata. “Ritira i tuoi demoni,” disse Warlock. “Combatteremo.”

I demoni, docilmente, si ritirarono per poi sprofondare nel suolo da cui erano venuti.

“In un certo senso,” disse Adam, “avevo aspettato questo momento. L’ultima volta giurai che ti avrei ucciso. E ora ho una ragione in più per farlo.”

Karnivore si tolse il mantello. “Non mi sono aspettato pietà quando iniziai la nostra lunga guerra, e non me ne aspetto ora. E ne’ te ne concederò. Sir Lupus è parte della mia anima, e morirò piuttosto che sacrificarlo.”

Gli occhi dell’uomo perfetto fissarono quelli del lupo perfetto. Nessuno dei due sguardi vacillò. “Che sia l’ultimo scontro, allora.”

Con un ruggito, Karnivore si gettò su Warlock. L’armatura era spessa e robusta, ma non lo impacciò minimamente nei movimenti. Adam accolse l’attacco staccando il mantello, per poi gettarlo addosso al nemico. Il lupo fu disorientato; Adam lo colpì con il suo bastone, mirando alla testa. Buona mossa, ma esecuzione fregata dal sottoelmo: si udì un suono metallico ed un grugnito mentre Karnivore crollava a terra. Il lupo rotolò agilmente, e rimettendosi in piedi si liberò del mantello. “Tutto qui? Hai fatto di meglio.”

Warlock si preparò, il bastone saldo in entrambe le mani.

Karnivore spiccò un nuovo salto. All’apice del salto, unì le braccia sopra di sé, ed iniziò a roteare su sé stesso per accumulare inerzia, e venne giù come una trivella vivente. Adam conosceva la tecnica, e si preparò ad intercettare…ma la sua reazione era stata prevista! Con riflessi degni della sua specie, uniti alla conoscenza di tecniche di combattimento che neppure erano state inventate dall’umanità, Karnivore atterrò con le punte dei piedi sul bastone! Immediatamente dopo, sferrò un potente calcio alla mascella di Warlock, piegandogli la testa all’indietro.

Karnivore saltò in avanti, compì un arco perfetto ed atterrò alle spalle di Warlock, pronto a sferrare un nuovo colpo con gli artigli dei guanti…Ma anche lui aveva dimenticato che Warlock era il culmine dell’evoluzione umana. Mentre il suo nemico preparava l’attacco, lui si era già ripreso, e, girando su sé stesso, afferrò entrambe le braccia metalliche all’altezza dei polsi!

Stallo!

 

Abyss era estremamente soddisfatto. In uno scontro puramente fisico, la vittoria del biondo intruso era tutt’altro che scontata. Il tetro Conte vide la determinazione con cui combatteva trasformarsi, progressivamente, in rabbia atavica. Con un po’ di fortuna, Adam Warlock avrebbe riassimilato in sé il suo lato oscuro, rendendolo malleabile all’influenza di Milos Abyss… “Cosa?”

L’arena scomparve! Tutto scomparve, lasciandosi dietro solo il nero assoluto del niente.

“Mio signore..!” disse Maya, stringendoglisi accanto.

“Non ora, stupida!” ringhiò lui, sbattendola da parte. Maledizione! Com’era possibile? Quel sacco di carne non poteva sapere! Gli aveva dato abbastanza Skrimblatt da tenergli la mente offuscata per almeno un millennio..!

“E invece io so, Conte Milos Abyss,” disse una voce profonda, cavernosa, echeggiante. “Io so delle tue nefaste intenzioni nei miei confronti, grazie, per giunta a degli alieni. I tuoi pensieri mi sono giunti chiari, e sappi che non ho intenzione di avere al mio fianco un traditore come gli altri.”

“No…” Milos indietreggiò, guardandosi intorno, spaventato. “Avevamo un patto, ed io ho obbedito, potente Zalkor..!”

“Tu desideri il potere e la tua piccola anima? Se è così che vuoi, così sia. Tieniti la tua anima, insieme alla mia benedizione per la tua sorte: trovare il potere non ti sarà facile, usando solo quella come mezzo, da solo.”

NO!” ma era inutile protestare, ormai. Il corpo di Milos Abyss fu restituito alla semplice mortalità. Le sue carni nere si dissolsero come schizzi di inchiostro, rivelando la mera umanità sottostante. E in un attimo fu finita.

Erano di nuovo nel palazzo, e il re caduto singhiozzava in prossimità del suo trono. Il suo sogno di conquista era terminato. Sua moglie, ora una vecchia donna sfigurata ed avvizzita, se ne stava rannicchiata accanto ad una parete, piangendo lacrime amare.

“Chiedo scusa per averci messo tanto,” disse la bella Dragoluna, sospesa a mezz’aria sopra Warlock e Karnivore. “Ma è stata una…sfida interessante, riuscire a collegare i meandri di Abyss e dello Zalkor. Raramente ho incontrato schemi mentali del genere, anche per il mio potere.”

“Sei scusata,” disse Warlock, raccogliendo il mantello. “E ti ringrazio per essere stato al gioco,” aggiunse al lupo.

Karnivore fece uno sbuffo. “Sapevo che avresti fatto ricorso ai tuoi alleati. Sei orgoglioso, Adam, ma non stupido.” Si chinò a sua volta a raccogliere il mantello. Quando lo rimise sull’armatura, sentì un tocco sulla spalla.

“Ho sondato la tua anima, prima di mostrarmi,” disse Warlock. La sua impassibilità avrebbe fatto invidia alla Visione. “E mi dispiace di non averlo fatto prima.”

Karnivore scostò bruscamente la mano. “L’unica volta che avresti potuto farmi un vero favore, a te stesso e ad almeno due mondi, Adam, fu quando mi trasformasti tu in lupo[vi]. E invece scegliesti di condannarmi ad essere cacciato, a rivivere il mio più grande dolore per mesi, giorno dopo giorno…Non puoi immaginare come il mio odio ne uscì rafforzato, umano. E se io sono colpevole del nuovo sangue versato, lo devi anche alla tua arroganza.”

“…”

Dragoluna li osservò fissarsi a distanza, e poi darsi la schiena.

Non c’era bisogno di aggiungere altro. C’erano ferite, fra loro, distanze che forse non avrebbero mai potuto essere colmate. Forse.

Perché oggi, per la prima volta, per un flebile momento, entrambi si erano reciprocamente conosciuti. Il passato e le memorie li avrebbero perseguitati a lungo, ma nei loro momenti di riflessione si sarebbero ricordati di avere combattuto l’uno per l’altro. E questo, per due creature che furono nemiche per la pelle, era da considerarsi un passo molto, molto importante, per un futuro che finalmente aveva una promessa...



[i] POWER PACK #5

[ii] UOMO RAGNO Corno #247-248

[iii] UOMO RAGNO #35

[iv] Dove il Pack è impegnato a partire dall’ep. #17

[v] MARVEL MIX #24

[vi] In una storia dell’INCREDIBILE HULK in appendice a L’UOMO RAGNO Corno #188